Babbo Natale : le sue origini e cosa rappresenta.

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L’ omone con la barba bianca e il vestito rosso che tutti conosciamo come Babbo Natale non è sempre stato così.

Originalmente era spesso rappresentato come un elfo o un uomo alto e magro, indossava a volte una pelle simile a quelle dei cacciatori norvegesi o la veste di un vescovo.

Sembra , che il personaggio abbia origine da San Nicola, Vescovo di Myra, protettore dei bambini, in paesi dell’Europa come Belgio, Paesi Bassi o Austria, viene ancora rappresentato così, con gli abiti vescovili, mentre in Italia è identificato dal simpatico omone con la barba bianca e il vestito rosso che tutti oggi conosciamo come Babbo Natale.

Il nome Santa Claus (Babbo Natale in inglese) pare derivi proprio da Sinterklass, San Nicola in olandese.

In Germania, prima della conversione al cristianesimo, il folclore popolare raccontava che ogni anno il dio Odino facesse una battuta di caccia nei giorni del solstizio invernale insieme a altri dei.


Era quindi tradizione che i bambini ponessero i loro stivali vicino al caminetto, dopo averli riempiti di carote, paglia o zucchero da regalare al cavallo volante di Odino, Sleipnir e come ringraziamento, il dio riempiva gli stivaletti con regali o dolciumi.

Questa pratica si è mantenuta in Belgio e Paesi Bassi anche in epoca cristiana, associata alla figura di San Nicola.

Questa tradizione germanica attraversò l’oceano pacifico e arrivò negli Stati Uniti nelle colonie olandesi ed è all’origine di quella che sussiste ancora oggi di appendere delle calze al caminetto nella notte di Natale e molto simile a quella che è diffusa in Italia per la notte dell’Epifania.

In Islanda invece esiste una tradizione che parla di ben 13 Babbi Natale!
La tradizione si basa infatti su 13 elfi o folletti chiamati Jólasveinar che hanno nomi differenti ispirati al tipo di cibo che preferiscono.

Nei 13 giorni che precedono il Natale i bambini islandesi buoni ricevono quindi 13 regali, uno per ognuno dei 13 folletti.

Questi doni vengono posti nelle scarpe che i bambini han lasciato sotto la finestra.

I bambini cattivi invece ricevono delle patate.

I 13 folletti alle volte si divertono comunque a fare i dispettosi con degli scherzi.

Ma nella Storia di Babbo Natale quando arriva l’omone vestito di rosso con la barba bianca?

Il Babbo Natale moderno, pare che derivi dalla tradizione britannica di un uomo grosso e barbuto che indossa un mantello verde ornato di pelliccia e lungo fino ai piedi.

Era lo spirito della bontà del Natale, quello stesso che si ritrova anche nel famoso racconto di Charles Dickens, Canto di Natale, con il nome di Spirito del Natale presente.

Un ruolo fondamentale nella trasformazione di San Nicola in Babbo Natale spetta a Clement Clarke Moore che nella famosissima poesia (poi diventata anche canzone di Natale) dal titolo A Visit from Saint Nicholas (nota anche come Twas the Night Before Christmas o come The Night Before Christmas) rappresentò Santa Claus come grassoccio, con la barba bianca e vestito con abiti rossi ornati di pelliccia bianca.

Nel testo Babbo Natale arriva su una slitta trainata da renne e porta un sacco pieno di doni sulle spalle.

Una leggenda,inoltre, attribuisce l’origine del moderno Babbo Natale alla famosa bibita Coca Cola che utilizzò Babbo Natale per la prima volta vestito di rosso e con la barba bianca in una pubblicità degli anni ’30.

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Nonostante le numerose leggende attribuite alla nascita dell’omone vestito di rosso dalla barba bianca che attira folle di bambini, possiamo dire che il suo “compito” è quello di soddisfare i desideri dei bambini, per questo scrivere la lettera a Babbo Natale è una tradizione natalizia che risale a molto tempo fa.

Le lettere contengono di solito una lista dei giocattoli desiderati e la dichiarazione di essere stati buoni.

Un momento che riesce a unire famiglie intere per cercare di capire quale regalo Babbo Natale porterà, tra desideri impossibili e fantasiosi che donano sorrisi e spensieratezza, il periodo natalizio è il preferito di piccoli e grandi anche per questo.


In alcuni paesi, le poste accettano le lettere che i bambini scrivono a Babbo Natale e spesso le risposte vengono fornite dagli stessi impiegati postali o da volontari.

In Canada, ad esempio, è stato predisposto un apposito codice postale per le lettere indirizzate a Babbo Natale: H0H 0H0[25] (in riferimento all’espressione “ho ho ho!” di Babbo Natale) e dal 1982 sono oltre 13.000 gli impiegati delle poste canadesi che si sono offerti volontari per rispondere alle lettere.

Ci sono anche associazioni caritatevoli dedicate all’infanzia che rispondono alle lettere che vengono dalle zone più povere o dagli ospedali pediatrici, per dare ai bambini dei doni che altrimenti non potrebbero ricevere.

Anna Pappalettera

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